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Vittimologia

Iniziamo facendo chiarezza su due termini vittimologia e vittima.

Per vittimologia si intende una branca della più nota e attrattiva (ahimè) criminologia. Inizialmente studiata dagli anni ’50 quando H. Von Henting scrive “The criminal and his victim”, mettendo in luce così sia il reo che la vittima, che sovente passa in secondo piano, cosa che anche nella cronaca di oggi accade. Questo autore concentra la sua attenzione sulla relazione che intercorre fra reo e vittima, sul “carattere duale” (Sicurella, 2012, pp.62).

Guglielmo Gulotta invece definisce la vittimologia “disciplina che ha per oggetto lo studio della vittima di un crimine, delle sue caratteristiche biologiche, psicologiche, morali, sociali, e culturali che ha assunto nella genesi del crimine” (Gulotta, 1976, pp.9; Sicurella, 2012, pp.63).

Chi è la vittima? Non abbiamo certezza sull’origine etimologica anche se una derivazione latina di “victima” rimanda all’idea di sacrificio animale o umano a seconda di culture e religioni, un qualcosa che immolato porterebbe alla “salvaguardia dell’ordine comunitario” (Sicurella, 2012, pp. 64).

L’Articolo 74 del Nostro Codice di procedura penale afferma “persona offesa dal reato” e che può costituirsi civilmente al fine di vedere risarcito un danno patito”

Esistono vittime maggiormente vulnerabili, come ad esempio le fasce più fragili, le sofferenze mentali, i bambini gli anziani.

La vittima può essere diretta (colei che ha direttamente subito il danno) oppure indiretta (parenti e amici, persone significative che vanno incontro ad una serie di conseguenze dovute alla situazione).

Ciò che accade è che quando succedono fatti traumatici questi spaccano in due la vita di una persona. Spesso si sente parlare di vita prima e dopo il trauma.. Il potere emotivo che ha questo tiranno sulle vittime è quello di registrarsi nel corpo e palesarsi presentificando l’aspetto emotigeno passato in qualsiasi momento a causa di qualsiasi trigger. Chiaramente tutto questo può sfociare in un ventaglio di psicopatologie tra le più note, come il PTSD (Van der Kolk 2015). Anche se mi piace la speranza infusa da Levine in Trauma e memoria in cui sostiene che il trauma è un fatto che può accadere nella vita ma che non debba diventare una condanna a vita”

Ciò che forse si pensa meno è che vittima può essere chiunque: vittima di reato, di disastro ambientale, di malattia, di danno diretto indiretto, anziani vittime di truffa……

Ciò che accade è che per la vittima il mondo cambia, la percezione di tutto viene letta attraverso le lenti del “pericolo”, va incontro spesso a conseguenze economiche, sociali e processuali a cui potrebbe non essere preparato e che potrebbe sfociare come sostiene Monzani (2015) in un processo circolare di vittimizzazione, che consta in 4 stadi. Il primo il reato subito, il secondo e più importante perché inevitabile la narrativa del fatto che potrebbe esporre ulteriormente la persona a situazioni di incredulità, disagio e frustrazione. La terza vittimizzazione consta nel non raggiungere lo sperato grado di pena giudiziaria. Il quarto, tipico delle sette o dei gruppi mafiosi, il dover vivere con il senso di paranoia che là fuori il pericolo per la vittima è ancora attivo e possibile.

Per questo motivo chi decide di occuparsi di vittime di reato, o vittime in generale deve essere consapevole e competente. L’abbraccio di cui necessitano queste persone deve essere corale e multidisciplinare. Primariamente sono persone che devono sentirsi al sicuro fisicamente, emotivamente, legalmente.

La loro cura può avvenire attraverso gruppi, attraverso terapie individuali, ma non deve mancare la rete di supporto delle persone significative. Per questo motivo le vittime dovrebbero essere accolte da personale medico, caregiver, legali, forze dell’ordine, personale ospedaliero ec debitamente istruiti e formati, per evitare al minimo gli effetti spiacevoli della vittimizzazione secondaria, che spesso si rivela ulteriormente rivittimizzante e motivo di sofferenza (Giorgi, 2016).

BIBLIOGRAFIA

Giorgi, A., Giunta, S., Coppola, E., Lo Verso, G. (2016). Territori in controluce. Franco Angeli

Levine P. (2018) .Trauma e Memoria. Astrolabio

Monzani, M. (2019). Il modello circolare di vittimizzazione. Key Editore

Codice di procedura penale , TitoloV – Parte civile responsabilità cicile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria. Articolo 74.

Van Der Kolk, B. (2015). Il corpo accusa il colpo. Raffaello Cortina

Sicurella, S. (2012). Lo studio della vittimologia per capire il ruolo della vittima. Rivista di criminologia, vittimologia e sicurezza- vol. VI- n3 p62-75


Trigger: fattore elicitante, potrebbe essere un colore, un odore, pensate l’odore di polvere da spaso per è stato in guerra

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Psicologa Ilenia Scaglia

Psicologa, Psicologa clinico, Professional counselor

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