Percorso psicodinamico

Percorso psicodinamico individuale

Cosa aspettarsi da un percorso psicodinamico individuale del profondo?

CHIEDERE AIUTO

Io lo definisco “il passo coraggioso”. È ammettere a se stessi di avere un bisogno che deve essere trattato psicologicamente. Non è semplice chiedere aiuto, rispetto la fatica di chi non riesce e spero, col mio intervento, con gli interventi di tanti colleghi che si muovono anche in rete per promuovere la figura dello psicologo, di intercettare anche persone che faticano a fare quella telefonata o inviare quella mail. Non demordete, sono certa che prima o poi riuscirete a farlo questo passo. Da questo momento iniziano ad attivarsi delle idee reciproche da parte del paziente verso il terapeuta e viceversa.

PRIMI COLLOQUI

Tendenzialmente il paziente arriva nella stanza portando un vissuto, una fatica, il suo peso emotivo e fisico. Porta un sintomo. Il sintomo è ciò che la sua natura gli ha messo a disposizione per sopravvivere fino a quel momento, per difendersi da quel malessere. Per questo motivo è importante fare una adeguata analisi della domanda, comprendere quale sia il reale bisogno che sta dietro quel sintomo ed iniziare un percorso di conoscenza.

Alcuni suggerimenti:

Non si deve avere la pressione di “vuotare il sacco”. Ognuno ha i propri tempi che devono essere rispettati. Ciò che dovrà arrivare saprà farlo al momento opportuno, quando ci saranno il giusto clima, la giusta sicurezza, la giusta confidenza. Mai avere fretta.

Diamo spazio a creare il legame e la relazione, perché ricopriranno un ruolo fondamentale nel trattamento.

Il terapeuta è un tuo alleato, un professionista che in quanto tale non ricopre il ruolo dell’amico confidente, ma del professionista che cerca di entrare a comprendere il tuo vissuto al meglio per poter comprendere e capire quali passi affrontare insieme.

Non esistono percorsi uguali anche a fronte di medesimi problemi o etichette nosografiche.     Ogni percorso è sartoriale cucito sulla persona, che in quanto unica ed irripetibile, avrà un suo modo di esperire e muoversi nel mondo.

Pertanto sarà utile una raccolta anamnestica, conoscere eventuali problematiche e farmacoterapie assunte e/o eventuali presenze di prese in carico contestuali con altri professionisti (es. psichiatra).

Verifica se hai una polizza sanitaria che possa includere le spese per lo psicologo.

Primi ricordi, Inconsio, sogni, fantasie

”Questo permetterà di ricostruire uno stile di vita e di affrontare presente e futuro con altre consapevolezze e risorse. Il percorso richiede tempo e pazienza. È beninteso che non sia un percorso semplice, non sia in discesa, ma necessiti della RELAZIONE di ALLEANZA RESPONSABILIA’ e COLLABORAZIONE del terapeuta e del paziente che si mettono in gioco l’uno per l’altro per raggiungere una nuova conoscenza. Si deve essere disposti a lasciare andare vecchie convinzioni, e incontrare elementi sconosciuti a noi stessi.

Siamo nell’era del tutto e subito e spesso ciò che si vorrebbe è una tecnica, un trucco per ovviare al sintomo, ma nel nostro caso non è così che funziona. La terapia adleriana non è da ritenersi ortodossa, in quanto è ampiamente aperta a diversi approcci e tecniche differenti, inglobandoli nei propri percorsi all’occorrenza, tuttavia permane una terapia di orientamento psicodinamico che quindi lavora molto con l’inconscio, l’onirico, i primi ricordi, i sogni ad occhi chiusi e ad occhi aperti, alle fantasie.

Solitamente la durata non è mai sotto l’anno ed è a sedute settimanali, tuttavia dipende sempre dal singolo caso.

CONSENSO INFORMATO (puoi scaricarlo qui)

Innanzi tutto il paziente sarà informato di qualsiasi cosa inerente il trattamento.

Alla fine del primo incontro si ritaglia un tempo per leggere insieme il consenso informato e lo stesso documento viene visto punto per punto, lasciando spazio al paziente per qualsiasi domanda in merito (questo anche negli incontri successivi in caso di dubbi o altro circa il trattamento).

Questo documento riporta le condizioni dell’accordo fra le parti e deve essere sottoscritto, in quanto durante la prima seduta vengono trattati dati sensibili e pertanto è garanzia del terapeuta e del paziente avere tale accordo sottoscritto.

PATTO DI LAVOORO

Dopo alcune sedute, dopo aver individuato i punti salienti si stabiliscono una restituzione e un progetto di lavoro insieme. Degli obiettivi da raggiungere e su cui lavorare insieme. Questi nel corso del tempo possono variare, in quanto migliorando alcune questioni possono nascere nuove esigenze, che verranno valutate e considerate insieme.

QUANTO DURA UNA TERAPIA?

Una terapia psicodinamica tendenzialmente è difficile stabilire a priori quanto possa durare. Solitamente i primi periodi sono preferibili incontri settimanali della durata di circa 50 minuti. Tuttavia in fase di accordo si potrebbe essere un po’ più precisi, anche se risulta attualmente impossibile definire il n. di sedute, più facile stabilire un percorso in cui ogni tanto insieme si fa il punto degli obiettivi raggiunti e in raggiungimento.

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Psicologa Ilenia Scaglia

Psicologa, Psicologa clinico, Professional counselor

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