Ma tu hai mai provato DISSONANZA COGNITIVA?
Secondo me sì, più di quanto pensi, scoprilo leggendo questo articolo
Non ci conosciamo ma sono certa, o quasi, che ti sia capitato qualche volta di trovarti in una scena come questa: esci dal supermercato, una persona chiede l’elemosina, tu sguardo dritto, Sali in auto, poi ti fermi e prima di partire dentro di te risuona una nota stonata. Ma come? Io che faccio un lavoro di un certo tipo, tutti sanno che faccio del bene… perché non ho dato un euro? Ecco che come nei migliori cartoons americani compare il diavoletto che inizia a replicare “si se dessi un euro a tutti”, “queste povere persone sono sfruttate a loro volta, contribuirei allo sfruttamento”, “stanno qui tutto il gg, tutti i gg forse Il mio euro oggi sarà il centesimo…ha guadagnato più di me!”, cosa sta accadendo?
State provando una dissonanza cognitiva, state sconfermando con i fatti le credenze e le convinzioni che nutrite su voi stessi, quindi dovete in un qualche modo riequilibrare la vostra integrità e il vostro ragionamento cerca di dare spiegazioni a supporto di quanto avete appena messo in atto, nel bene e nel male.
In psicologia il fenomeno della Dissonanza cognitiva è stato studiano da Leon Fenstinger nella seconda metà degli anni ’50. È bellissimo il termine dissonanza, perché ci sentiamo proprio disarmonici con noi stessi, così come la dissonanza in musica, ovvero suoni fra loro disarmonici.
Un altro esempio di dissonanza cognitiva di cui tratto in un altro articolo, che potreste provare in ambito valoriale, sportivo, scolastico o lavorativo è la cosiddetta “sindrome dell’impostore, che consiste nell’errata convinzione di ricoprire immeritatamente una posizione, di non avere le qualità e le competenze utili a svolgere quel compito. Questo porta a impegnarsi totalmente sfiorando anche livelli di perfezionismo, per poi sentire e vivere la paranoia e il disagio di essere smascherati in quanto imbroglioni.
Cosa suggerisce Leon Festinger per ridurre questa contraddizione che ci mette a disagio?
- cambiare uno o più elementi implicati nelle relazioni dissonanti (non avevo moneta altrimenti)
- aggiungere nuovi elementi cognitivi che siano consonanti con le cognizioni già esistenti (è sicuramente gente che viene sfruttata alimenterei questa dinamica che fa sicuramente più male che bene)
- ridimensionare riducendo l’accaduto (do sempre soldi, per una volta che vuoi che sia)
Spesso si può arrivare a livelli di burnout e avere serie conseguenze, pertanto se ti senti rappresentato in qualche modo nei livelli di disagio maggiori il mio invito è quello di parlarne con un professionista della salute mentale, in quanto è possibile risolvere.
BIBLIOGRAFIA
Festinger, L. (1957). Dissonance cognitive. Scientific American © 1962 Scientific American, a division of Nature America, Inc.
Mann, S. (2021) La sindrome dell’impostore. Perché pensi che gli altri ti sopravvalutino




